Distretto della pelle

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Il Giornale di Vicenza intervista il presidente Paolo Gurisatti

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Riunisce imprese e associazioni tecniche e di categoria il nuovo Distretto Conciario Vicentino, che si è costituito in questi giorni nella Valchiampo, con sede temporanea al l´Associazione artigiani di Arzignano, con l´obiettivo di avere una voce unica per la filiera della concia, per ripensare insieme ai processi localizzati e soprattutto affrontare una serie di tematiche, in primis legate ai temi ambientali, per un assetto più sostenibile e competitivo.
Alla presidenza del distretto è stato nominato Paolo Gurisatti, 60 anni, vicentino, economista industriale e ricercatore dell´università Cà Foscari di Venezia: a fine febbraio è in programma la prima assemblea dei soci, che dovrà nominare, insieme alle associazioni di categoria, i componenti del direttivo.
Intanto però obiettivi e strada da percorrere sono già delineati. Con il nuovo statuto del Distretto che consente la partecipazione anche delle associazioni di categoria e non solo alle imprese.
Attualmente sono una cinquantina le aziende conciarie socie ma il numero, assicura il presidente, è destinato a crescere già dalle prossime settimane. E se le associazioni di categoria e tecniche avranno i propri rappresentanti nel comitato direttivo, Comuni, Acque del Chiampo, e comunque società della depurazione, con l´istituto conciario Galilei saranno tra i primi interlocutori del distretto. «Uno dei primi obiettivi è di cambiare l´immagine della Valchiampo oggi vista come un territorio discarica – spiega il presidente Paolo Gurisatti – e togliere quell´identità negativa che porta ad avere l´impressione esterna che qui non si è fatto abbastanza. Invece, ci sono passione per il territorio e attenzione all´ambiente. E nella ricerca sono già stati fatti grandi passi avanti. L´idea, quindi, è di modificare il sistema nel suo complesso e far funzionare la filiera dialogando con gli enti del territorio e cambiando innanzitutto il modo in cui si gestiscono gli scarti del processo produttivo».
«Il primo passo sarà di passare ad un regime di raccolta differenziata spinta, con un sistema che consenta alle imprese di essere competitive sul mercato e offrire un prodotto sostenibile dal punto di vista ambientale. Una sorta di porta a porta per tutta la filiera. Obiettivo a lungo termine, che non si potrà raggiungere dall´oggi al domani, anche perché richiede una innovazione tecnologica enorme sia da parte delle imprese che di Acque del Chiampo, società di depurazione tra le più avanzate del mondo, ma non basta». Per questo serve un´unione di intenti».
Un nuovo sistema di gestione degli scarti della concia che comunque non esclude la necessità di realizzare il gassificatore. «La soluzione viene da una serie di iniziative e non da una proposta unica, ovvero il termovalorizzatore, che potrebbe invece essere solo uno degli elementi del nuovo sistema. Certo ci sarà sempre un residuo di fanghi a valle del processo produttivo, intanto però riduciamo la quantità di fanghi che arriva al depuratore e studiamo soluzioni tecnologiche che siano interne alle aziende, al depuratore e comunque in tutta la filiera. Stiamo avviando un percorso complicato, ma l´aggregazione ci consentirà di trovare una soluzione definitiva».
Il tema di smaltimento degli scarti e di gestione dei flussi idrici non è l´unico tra i punti chiave. «Fondamentali anche l´investimento sulla ricerca, che deve crescere ancora – continua Gurisatti – e il tema scuola e ruolo del Galilei: potrebbe diventare un anello della catena virtuosa, a cui già partecipa, come sede di un istituto tecnico superiore, ovvero un biennio di formazione post diploma da gestire in collaborazione tra i docenti dello stesso istituto e i tecnici delle imprese. Se n´è già parlato anche con l´assessore regionale Elena Donazzan. E poi la questione delle normative tecniche. Noi spesso subiamo decisioni che vengono prese a livello comunitario, da altri Paesi: ora contiamo come filiera di contare di più».

 

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