Distretto della pelle

Notizie dalla filiera

Quell’Italia che ce la fa. Il Distretto della Pelle su Rainews24

Il Distretto della Pelle come esempio dell’Italia che ce la fa. In questi giorni le telecamere di Rainews24 hanno registrato uno speciale sul distretto, realtà di filiera che ha saputo affrontare la crisi e vincere le sfide dell’innovazione e della sostenibiltà. Diversi i segreti del successo, dalla ricerca nel settore dei prodotti chimici alla creatività e qualità delle aziende conciarie, da un impianto di depurazione all’avanguardia a macchine per conceria che rappresentano un’eccellenza a livello mondiale.

Ecco un foto gallery del backstage e il link del video 

 

(Le immagini sono state scattate in Syn-Bios spa, Conceria Montebello spa, Studioart Leather Interiors Srl, Erretre spa)

 

Dal Sudafrica alla Valle del Chiampo per studiare il modello di sviluppo locale

Nei giorni scorsi il Distretto della Pelle ha ricevuto la visita di una delegazione di amministratori ed esperti di sviluppo locale del Sudafrica. La delegazione ha voluto conoscere l’esperienza della Valle del Chiampo e più in generale dei distretti della Regione Veneto.

La visita è stata organizzata dal Centre for Local Governance dell’Università di Stellenbosh (città industriale vicino a Città del Capo) che ha proposto un tour europeo, in regioni caratterizzate dalla presenza di piccole imprese, distretti e piccole città, a 12 docenti universitari, esperti di sviluppo locale e amministratori pubblici.

Il Centre for Local Governance, che rappresenta una specifica sezione della Scuola di Public Leadership dell’Università di Stellenbosh, promuove la ricerca sul ruolo degli enti pubblici e delle agenzie di sviluppo, a livello provinciale e regionale, organizza corsi di formazione per dirigenti della pubblica amministrazione e promuove l’innovazione istituzionale.

La visita del gruppo di operatori sudafricani è stata l’occasione per presentare gli obiettivi del Distretto della Pelle e la fitta rete di relazioni che sussiste tra industria, istituzioni locali, imprese pubbliche di servizio nel nostro territorio.

“Siamo lieti di essere diventati un modello di innovazione nelle politiche di sviluppo locale. Non solo il Sudafrica, ma anche altre paesi emergenti guardano al nostro territorio come esempio di sviluppo sostenibile. Con questi paesi dobbiamo attivare relazioni culturali, che sono la premessa per più costruttive relazione commerciali” ha detto il presidentede Distretto Paolo Gurisatti a conclusione dell’incontro.

Babette Rabie, coordinatrice della missione sudafricana, ha ringraziato per l’ospitalità e si è dichiarata disponibile a essere un punto di riferimento per gli operatori del distretto attivi nel suo paese.

 

Linee guida Prodotti Chimici per Cuoio: strumento strategico

Erano circa un centinaio i partecipanti al convegno organizzato dall’UNPAC nella sede dell’ITIS Galilei di Arzignano per la presentazione delle “Linee guida Prodotti Chimici per Cuoio.

In una serie di quattro convegni nei distretti, che si sono svolti tra fine maggio e inizio giugno oltre che ad Arzignano a Robecchetto con Induno, Santa Croce e Solofra, l’Associazione dei Produttori Italiani di Ausiliari Chimici ha illustrato il nuovo strumento che si prefigge di dare una risposta chiara e semplice ai tecnici di conceria in riferimento all’utilizzo di materie chimiche ritenute indesiderate.

“Dopo aver collaborato nel 2013 con l’UNIC alla revisione dei Capitolati destinati ai clienti delle concerie, la Commissione Tecnica UNPAC ha completato il dossier “Linee Guida Prodotti Chimici per Cuoio per dare alle aziende conciarie risposte univoche in tema di capitolati e risposte responsabili – ha dichiarato il presidente di UNPAC Edgardo Stefani -. Quando parliamo di risposte responsabili intendiamo valori realistici perché misurabili con le attuali possibilità consentite dalle tecnologie e dai metodi analitici. In quest’ottica, se i nostri primi interlocutori sono i tecnici delle aziende conciarie, ciò che è auspicabile è tuttavia un dialogo a tre tra fornitori di prodotti chimici, azienda conciaria e cliente finale”.

Le Linee Guida sono un documento strategico, dunque, che è importante saper leggere e interpretare, affinché possa essere di concreto supporto allo sviluppo dell’industria della pelle. Proprio a questo proposito UNPAC ci è già resa disponibile per organizzare corsi di formazione nelle aziende.

La Commissione Tecnica UNPAC ha illustrato l’iter del lungo lavoro che ha portato a un documento che ad oggi comprende circa 350 sostanze, ma che verrà continuamente integrato ed aggiornato.

“Ci tengo a sottolineare che questo documento è unico al mondo in quanto deriva dall’esperienza e dalla competenza dei migliori esperti di chimica conciaria del settore”ha dichiarato Pierluigi Braggion, Coordinatore con Andrea Meucci della Commissione Tecnica, che ha illustrato il documento durante il convegno di Arzignano. “Sono inoltre sicuro – ha aggiunto Braggion – che la collaborazione e lo scambio di informazioni ed esperienze fra le menti migliori del settore porterà presto ad ulteriori salti in avanti”.

Durante i quattro convegni territoriali, UNPAC ha dato spazio anche ad un prezioso seminario dell’esperta di sicurezza Paola Ulivi (Danger & Safety) che ha ragguagliato gli operatori sugli ultimi adempimenti REACH e CLP offrendo informazioni e suggerimenti utili per affrontare con tranquillità e consapevolezza le prossime scadenze.

Questi i relatori dei quattro convegni territoriali UNPAC: Andrea Bienati e Samuele Giovando – Lombardia; Pierluigi Braggion e Tommaso Pellegrini – Veneto; Franca Nuti e Andrea Meucci – Toscana; Claudio Toscano e Stefania Montesarchio – Campania.

Dopo le Linee Guida, altre ardue sfide attendono ora gli esperti chimico-conciari. Da quest’anno UNPAC ha iniziato a tracciare un percorso per la definizione di un modello atto a regolamentare il calcolo della Carbon Footprint nel settore chimico conciario.

WORKSHOP LINEE GUIDA_Veneto

 

 

 

 

Gli studenti del corso di prototipista incontrano le aziende

Gli studenti del corso di operatore prototipista per la pelletteria sono stati in visita al Distretto della Pelle agli inizi di giugno.

Il corso di prototipista, insieme a quello di modelleria, fa parte del percorso formativo di pelletteria promosso dalla Fondazione Giacomo Rumor – Centro Produttività Veneto (CPV) attraverso il dipartimento Scuola Arte e Mestieri di Vicenza. Un percorso nato per un impulso arrivato dal territorio e dall’esigenza di recuperare alcune specializzazioni della manifattura del nostro territorio che rischiavano di andare perdute.

“Dal 2006 al 2010 – spiega la docente e coordinatrice del corso Michela Salvador – abbiamo collaborato attivamente con Bottega Veneta per tutta la parte di formazione pratica e tecnica, uno scambio importante che ha permesso all’azienda di diventare successivamente autonoma da un punto di vista didattico e a noi ha dato la possibilità di imparare a conoscere il settore, di dialogare con le aziende. Così, conclusa la collaborazione, abbiamo pensato di continuare a proporre questo servizio al territorio, anzi a tutta Italia dato che i ragazzi che frequentano il corso provengono da tutte le regioni. La Regione Veneto ha riconosciuto istituzionalmente il corso che si compone di 600 ore di formazione, al termine delle quali i partecipanti conseguono un attestato che ha valenza a livello europeo. Al momento quelli che si sono qualificati sono tutti occupati o hanno avuto esperienze lavorative”.

Le visite nelle aziende del settore rappresentano un aspetto importante del corso, permettendo di verificare sul campo quanto appreso a scuola.

“Agli studenti che stanno attualmente affrontando gli esami di fine corso – spiega la docente di tecnologia dei materiali Nadia Schiavo – abbiamo proposto la visita alla concerie Dani e Laba che con grande disponibilità hanno aperto le loro porte.

Dani è una delle poche realtà in cui si ha una lavorazione a ciclo completo della concia, per cui i nostri studenti hanno avuto la possibilità di vedere un sistema industriale nel suo complesso, tutta la parte di tecnologia per la realizzazione dei materiali, l’attività di analisi del laboratorio sia sul fronte delle prestazioni del prodotto sia dei protocolli di sostenibilità.

In Laba, invece, che è specializzata proprio nelle lavorazioni di pelletteria, ci siamo soffermati soprattutto sull’aspetto qualitativo del prodotto finito. Gli studenti hanno visto cosa significhi rapportarsi con i grandi brand, sposare le potenzialità della tecnologia con il gusto e l’appeal richiesti dalle tendenze moda”.

 

Maestri della concia. Un libro per i 50 anni del Galilei

Una giornata speciale, quella del 3 giugno, per l’istituto Galilei di Arzignano. Oltre all’emozione per la premiazione dei ragazzi che lo corso anno hanno conseguito il diploma, la serata-evento ha visto la presentazione del libro “Maestri della concia”, di Antonio Fabris e Mirco Crestani, opera redatta proprio per celebrare i 50 anni dell’istituto. Una cerimonia che ha saputo valorizzare la storia della scuola, gli studenti, i professori, e lo stretto rapporto che negli anni è andato cementandosi tra l’istituto, le istituzioni e le imprese.

Un volume importante, che segna una tappa e un documento di grande interesse per la storia di Arzignano, e che è stato fortemente voluto anche dalle imprese che ne hanno finanziato la pubblicazione.
Ad aprire la serata è stato il professor Paolo Fracasso, che ha sottolineato come il libro ripercorra con stile e precisione 50 anni di storia, espressione di una vicenda umana ricca di rapporti e di persone. Pagine che contengono l’orgoglio di un settore industriale che con arte trasforma un prodotto di scarto in un’eccellenza, la sapienza degli imprenditori e la buona pedagogia dei docenti. Un libro che è dono alla collettività, in grado di mettere in campo testimonianze di cultura e d’affetto.
La parola è passata poi ai due autori, i professori Antonio Fabris e Mirco Crestani. Il primo è in attività ancora oggi al Galilei, il secondo è stato insegnante per più di 35 anni.
Il libro – ha spiegato Fabris – non vuole essere soltanto un resoconto degli eventi legati alla scuola, ma un vero e proprio spaccato di un’epoca che ha segnato lo sviluppo di un settore industriale che ha portato il nostro distretto della pelle a essere noto in tutto il mondo. Un volume che vuole far luce in maniera profonda sul mondo della concia, al di là degli stereotipi che spesso gli vengono attribuiti. Le vicende del libro sono quelle di studenti, insegnanti, imprenditori e aziende che hanno collaborato mantenendo vivo uno scambio costante e reciproco di informazioni e sapere tecnico.
Lo ha ribadito anche Crestani: “Quando sono arrivato non c’erano libri di testo, al massimo manuali e il mio lavoro come insegnante era quello di capire le procedure, imparare a fare le cose praticamente per poi trasmettere queste conoscenze tecniche agli studenti”.
Sulla capacità del Galilei di mettere in contatto imprese, territorio e giovani ha posto l’accento la preside Carla Vertuani, che ha sottolineato come il lavoro della scuola per il territorio sia stato accompagnato dal supporto delle imprese e delle istituzioni che hanno sempre sostenuto la scuola. In questo modo istruzione, imprese e istituzioni sono riuscite tutte insieme a farsi portatrici di valori e cultura per la comunità.
A portare la voce delle istituzioni era presente anche il sindaco Giorgio Gentilin, che ha voluto ricordare come l’appoggio dell’amministrazione alla scuola e alle imprese del settore della concia vada sempre più in direzione della formazione, dello studio e della ricerca, soprattutto in favore delle nuove tecnologie e dell’attenzione all’ambiente.

La serata è proseguita con la lettura di diversi passi del libro, ascoltati tra i sorrisi, i ricordi e una punta di commozione.

Antonio Fabris e Mirco Crestani, Maestri della concia. Una scuola tra territorio e mondo, edizioni mediafactory, 2015

(Per chi desiderasse acquistare il libro, le copie sono disponibili presso la segreteria della scuola al prezzo di 20 euro. Nel caso di studenti o insegnanti della scuola il prezzo è di 15 euro)

 

 

Nelle foto momenti della presentazione del libro e della premiazione dei diplomati dello scorso anno da parte del sindaco Giorgio Gentilin, della preside Carla Vertuani e degli imprenditori Giancarlo Dani e Santo Mastrotto.

Una lezione sul campo a proposito di sostenibilità e internazionalizzazione

Studenti del Master in International Business For Small and Medium Enterprises dell’Università di Padova visitano il Distretto della Pelle 

Venerdì 22 maggio gli studenti del Master in International Business For Small and Medium Enterprises, master post laurea del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Padova, sono stati in visita al Distretto della Pelle.

Ad accompagnare gli studenti, non solo italiani ma anche internazionali e con background di studi diversi, sono state la prof. Fiorenza Belussi, responsabile del master, e Valentina De Marchi, docente e referente per le tematiche ambientali.

Obiettivo: analizzare un ambito in cui la sostenibilità e la ricerca stanno giocando sempre più un ruolo strategico, anche in termini di vantaggio economico, e in cui l’internazionalizzazione è interna all’impresa e ci si trova a operare in contesti multiculturali.

Tre le concerie visitate: Gruppo Mastrotto spa, Dani spa e Laba srl.

“È stata un’esperienza estremamente interessante – spiega la docente Valentina De Marchi – in cui abbiamo potuto vedere la complessità e la qualità di aziende che servono i grandi marchi e che anticipano i trend di mercato. Dal confronto con il Gruppo Mastrotto abbiamo avuto la conferma dell’importanza di profili professionali in grado di occuparsi di internazionalizzazione, in Dani abbiamo approfondito la dimensione distrettuale, le sfide dell’innovazione e della sostenibilità, in Laba come un’azienda di dimensioni più piccole riesca a interfacciarsi con grandi marchi e a rispondere alle loro esigenze. Molte le domande degli studenti che sono tornati a casa con la curiosità di conoscere altre realtà e altri aspetti del distretto”.

Positivo il bilancio di questa occasione di incontro, scambio e formazione anche da parte delle aziende.

“Il Master riflette la strategia di internazionalizzazione portata avanti dalla nostra azienda nel corso degli anni – spiega Chiara Mastrotto, presidente del Gruppo Mastrotto -. Da tempo guardiamo con attenzione al coinvolgimento dei giovani delle università sia italiane che straniere e in questa visita guidata agli stabilimenti produttivi abbiamo voluto mostrare agli studenti tutti i processi e le fasi di lavoro che rendono un’azienda competitiva a livello mondiale, all’avanguardia nella ricerca e in grado di gestire in modo efficiente la complessità del mercato globale”.

GruppoMastrottoweb

 

“Il Distretto – afferma Giancarlo Dani, presidente di Dani spa – è una filiera leader mondiale perché oltre alle concerie racchiude al proprio interno imprese di prodotti chimici e macchinari che a loro volta rappresentano il meglio della tecnologia. Ci siamo soffermati su questa positiva plurisettorialità e sulla cooperazione a livello di ricerca per il raggiungimento di obiettivi di distretto e a valenza collettiva. Volevamo trasmettere agli studenti l’idea che oggi un’azienda deve fare del proprio meglio per garantire tre aspetti dello sviluppo sostenibile: economico, ambientale e sociale”.

Daniweb

 

“Abbiamo mostrato agli studenti la nostra produzione che potremmo definire artigianale – spiega Gabriele Boschetti, titolare della conceria Laba -. Il settore della pelletteria e della moda è caratterizzato da commesse frazionate che impongono diversificazione del prodotto, ricerca ma anche e sempre di più il rispetto di certi requisiti etici e ambientali. Gli studenti hanno potuto vedere il nostro impegno su questi fronti che va dalla certificazione ambientale all’utilizzo della cogenerazione per un risparmio energetico”.

Labaweb

 

“Ieri l’Università di Venezia, oggi quella di Padova e domani una delegazione di ricercatori di Città del Capo. L’impegno del Distretto della Pelle sulla formazione, oltre che sulla ricerca, passa necessariamente attraverso l’interazione con le Università – afferma il presidente Paolo Gurisatti -. Ci rende orgogliosi che questa classe internazionale di studenti dell’Università di Padova abbia scelto proprio la nostra realtà per scoprire i segreti di queste forme organizzative particolari che sono i distretti. La crescita dell’export è chiara testimonianza delle potenzialità delle nostre imprese per le quali ambiente, internazionalizzazione e tecnologia sono oggi diventate parole chiave”.

 

 

Seminario sulla sostenibilità dell'industria conciaria all'ITIS Galilei

Il 27 marzo scorso si è tenuto presso l’istituto tecnico Galilei di Arzignano il seminario “La Sostenibilità dell’Industria Conciaria – strumenti di rendicontazione dell’impegno nel settore”, evento finale di un progetto di formazione finanziato dalla Regione Veneto.

Accanto alla presentazione del rapporto di sostenibilità del settore da parte dell’UNIC, l’azienda Dani ha spiegato il proprio bilancio di sostenibilità coinvolgendo la scuola nella arte finale di diffusione di questo progetto. Paolo Gurisatti, presidente del Distretto Conciario Vicentino, in apertura dell’incontro, ha ricordato agli studenti che la sostenibilità è il frutto di un impegno collettivo, che coinvolge tutti gli operatori della filiera pelle, dal recupero degli scarti di macellazione fino al depuratore. La qualità dell’acqua e dell’ambiente dipende dalle innovazioni prodotte a tutti i livelli e dallo sviluppo di conoscenze bio-chimiche e bio-tecnologiche che il Galilei può contribuire e diffondere.

L’incontro ha coinvolto gli studenti delle classi quinte e i loro professori.

Ad essi sono stati presentati gli elementi essenziali di un bilancio di sostenibilità, uno strumento che le imprese possono utilizzare per:

  • rendersi conto delle conseguenze delle proprie attività da più punti di vista: economico, sociale e ambientale
  • indirizzare le scelte strategiche ed operative
  • comunicare valori, obiettivi e risultati ad azionisti, dipendenti, clienti, fornitori, comunità locali, istituzioni finanziarie e pubblica amministrazione, comunemente definiti stakeholders

Successivamente sono stati illustrati due casi concreti:

  1. il bilancio di sostenibilità del settore conciario italiano, preparato da UNIC (Unione Nazionale Industria Conciaria)
  2. il bilancio di sostenibilità della Dani

Il primo illustra sforzi e risultati dell’industria conciaria italiana per ridurre il consumo di risorse naturali e l’impatto ambientale mediante interventi tecnici ed organizzativi che non hanno eguali a livello mondiale. Oggi la conceria italiana garantisce ai grandi nomi della moda il rispetto di standard ambientali e sociali elevati, la tracciabilità lungo la filiera e la trasparenza nelle relazioni.

Il secondo ha consentito alla Dani di:

  • rendersi conto della rilevanza del proprio operato in vari ambiti, non solo economico, ma anche sociale ed ambientale
  • cogliere meglio le aspettative dei propri stakeholders e di avviare iniziative coerenti con quelle attese attraverso una raccolta ed elaborazione sistematiche di dati quantitativi e qualitativi.

Da ultimo l’intervento dei professori che, oltre a spiegare brevemente come applicare il concetto di sostenibilità nella vita scolastica di tutti i giorni, hanno illustrato i progetti di tesina che alcuni ragazzi delle quinte porteranno in sede di esame.

Progetti che li vedranno collaborare con organizzazioni ed imprese del settore conciario, a conferma della volontà di consolidare un percorso di collaborazione sempre più strutturato ed articolato.

Proprio quest’ultimo è stato il messaggio finale del seminario.

 Scuola e imprese a lavorare insieme per la sostenibilità del distretto, 

perché solo preparando e coinvolgendo le nuove generazioni è possibile affrontare con fiducia questa sfida.

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Successo di visitatori all'appuntamento di febbraio con Lineapelle

UNPAC, socio del Distretto Conciario Vicentino, fa il punto dopo Lineapelle

I visitatori sono stati 20.031. Un bel +10% sull’edizione del marzo ’14 e addirittura il +3% sul settembre ’14; ciò accade raramente, perché il campionario primaverile richiama solitamente di meno.

Il significato è chiaro; Lineapelle da primo riferimento mondiale di tutte le fasce qualitative della domanda e dell’offerta sta diventando l’unico, e vuole esserlo a lungo, rilevato come ha investito sui giovani.

Lineapelle ha puntato nel quadro delle sfilate milanesi sulla Next Generation under 30, con pellami pregiati forniti ai vincitori (Claudio Cutugno, Luca Lin, Alessandro Canti e Gianluca Viscomi).

La collaborazione con la Fashion Week milanese si è arricchita di una mostra a Palazzo dei Giureconsulti.

Infine, Lineapelle ha radunato 600 ragazzi dai 10 ai 13 anni, provenienti dalle famiglie e dalle scuole dei distretti conciari campano, toscano, veneto e lombardo, per premiare le più originali interpretazioni in pelle della Pop Art nel concorso Amici per la Pelle.

Sono arrivati a Milano da 107 nazioni 8.563 operatori e dall’Italia 11.468; si è verificato letteralmente un balzo della percentuale di pre-registrazioni on line, ormai maggioritarie, favorito dall’introduzione della lettura sui cellulari.

I 1.086 espositori hanno confermato le dimensioni planetarie di Lineapelle, con la presenza di 41 Paesi e un valore complessivo di fatturato pari a 15 miliardi di dollari, di cui il 67% realizzato dalle 724 società italiane.

Ancora una volta moltissimi hanno gareggiato nell’allestimento del proprio stand, mantenendo la rassegna sui noti livelli di gradevolezza estetica. È stato difatti ripristinato il “premiostand”, che segnalerà ogni volta le installazioni più attraenti e funzionali. La vitalità della rassegna è testimoniata dalla quota di imprese nuove che arrivano a Milano. A febbraio sono state il 16% del totale per gli italiani e il 30% per gli stranieri.

Da quest’anno una presenza significativa; è stato realizzato uno spazio dedicato alle aziende chimiche per conceria, determinando una nuova merceologia all’interno della manifestazione fieristica più importante a livello mondiale, che ha visto, sotto l’egida UNPAC – Unione Nazionale Produttori Italiani Ausiliari Conciari – la partecipazione di 15 aziende che, oltre ad esporre i loro prodotti, hanno potuto rendere evidenti le loro tecnologie a sostegno di un impegno consapevole per sostenibilità e compatibilità ambientale.

La prossima edizione di LINEAPELLE: 9-10-11 settembre 2015, Milano.