Distretto della pelle

Notizie dalla filiera

Scuola, imprenditoria e istituzioni: insieme per il futuro dei giovani e della filiera della pelle.

Il Centro di Formazione professionale “Giovanni Fontana” di Chiampo è un’eccellenza del territorio. Lo ha ribadito il sindaco di Chiampo Matteo Macilotti in occasione dell’inaugurazione del nuovo laboratorio di pelletteria il 21 dicembre. Il CFP è una scuola che ha formato molti imprenditori della vallata, che rappresenta un punto di riferimento per le imprese del territorio e che proprio grazie ad un’impresa ha potuto realizzare il sogno di questo nuovo laboratorio.

Il corso di pelletteria è iniziato 4 anni fa ed è l’unico corso di qualifica triennale presente in Italia rivolto ai giovani a partire dai 14 anni. Bottega Veneta, uno dei principali marchi mondiali del lusso nato a Vicenza nel 1966, ha creduto fortemente in questa iniziativa tanto da decidere di fornirle nuovi strumenti per un’ulteriore crescita. Di qui il finanziamento di 80mila euro che ha reso possibile il rinnovamento dei locali scolastici. Il Comune, dal canto suo, ha messo a disposizione un’ala del municipio al secondo piano, dove sono stati allestiti il nuovo ampio laboratorio, le aule di pelletteria, un laboratorio di informatica e una sala attrezzata per prove tecniche sui materiali.

Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza dell’as- sessore regionale Elena Donazzan, del sindaco di Chiampo Matteo Macilotti, di Alessandro Testolin, presidente della Fondazione Cpv che gestisce il Centro, e del consigliere provinciale Mauro Beraldin. Anche la scuola era presente al gran completo con il direttore Roberto Peripoli, gli insegnanti e gli allievi; non sono mancati gli imprenditori, in primis Bottega Veneta, e i rappresentanti delle associazioni di categoria.

Una grande partecipazione, dunque, segno della considerazione di cui la scuola gode e della consapevolezza della sua importanza per l’economia del territorio.

“La formazione rappresenta uno degli aspetti più importanti se pensiamo alle sfide future del mondo della concia – afferma il vice presidente del Distretto della Pelle Guerrino Mazzocco, ricordando anche l’impegno che l’Associazione Artigiani ha profuso a favore della nascita del laboratorio di pelletteria -.

Il sindaco Macilotti – ha aggiunto il presidente del Distretto della Pelle Paolo Gurisatti -, ha parlato di un sogno che si realizza e per il prossimo anno mi auguro si possa realizzare anche un altro sogno a cui stiamo lavorando come Distretto, quello di un corso post-diploma, un ITS (Istituto Tecnico Superiore), all’interno del quale formare tecnici di rifinizione ed esperti nella gestione sostenibile del processo conciario, adeguati alle nuove esigenze delle imprese. L’Istituto Galilei e il Centro di Formazione Professionale della Pelle di Chiampo saranno partner dell’iniziativa e sono disponibili a diventare un laboratorio di nuove professionalità, in accordo con le imprese della zona”.

 

 

greenLife fa il punto: il distretto tra sostenibilità e sperimentazione

Grande partecipazione per la conferenza sulla sostenibilità della concia tenuta dalle aziende sponsor del progetto Green Life: Dani, Gruppo Mastrotto, Ikem, Ilsa e Acque del Chiampo. L’incontro si è tenuto nell’aula magna dell’Istituto tecnico superiore G. Galilei di Arzignano, ed ha visto la presenza di diversi rappresentanti delle istituzioni, di imprenditori, oltre che degli studenti della scuola e dei loro insegnanti.

“Il seminario è stato pensato per fare il punto sui risultati finora conseguiti dal progetto greenLife, giunto a metà del suo percorso – spiega il coordinatore del progetto Guido Zilli -. Una volontà di condivisione che rientra a pieno titolo nella filosofia di questo progetto nato in ottica di distretto e che non a caso vede coinvolte assieme aziende che nella quotidianità possono essere considerate concorrenti. Cooperazione ma anche molteplicità di prospettive, considerati i diversi stakeholders coinvolti, sono gli aspetti caratterizzanti di greenLife, il che consente di guardare le problematiche da punti di vista differenti e di aprirsi a sempre nuove idee”.

Gli obiettivi del progetto sono ambiziosi ma realistici.

“Per arrivare a risultati ci vuole tempo – ha dichiarato il presidente del Distretto della Pelle Paolo Gurisatti – ma questo convegno è segno di una comunità che lavora, che si immagina il futuro, che sperimenta e che si riconosce in una direzione. Ci sono le risorse e la voglia di fare per andare più lontano di dove siamo oggi”.

A breve sul sito di greenLife saranno disponibili le relazioni presentate al convegno. Nel frattempo una breve sintesi degli interventi.

• Mariano Mecenero, Dani: Portiamo su scala industriale una nuova tecnica di depilazione ossidativa

La ricerca vuole portare su scala industriale questo tipo di depilazione che presenta diversi vantaggi: riduzione dei solfati nelle acque, miglioramento della salubrità dei luoghi di lavoro e risparmio dell’acqua di calcinaio dal 14% fino al 25% (se viene riciclata per altre operazioni di riviera).

• Andrea Loi, Gruppo Mastrotto: Sottoprodotti conciari ad alto valore aggiunto per impieghi in tecnologie biocompatibili e biosostenibili

La ricerca punta a valorizzare l’utilizzo della cheratina del pelo in aree poco esplorate, dalla medicina alle biotecnologiche, mostrando come allontanadosi dalla quotidianità sia possibile aprire scenari nuovi.

• Marco Colombina, Ikem: Nuovo conciante organico da fonti rinnovabili

Al di là dei buoni risultati della ricerca, l’azienda sta valutando l’avvio di un impianto pilota per la produzione di questa sostanza conciante da risorse naturali (a base di polisaccaridi). Segno forte che si crede nel progetto e che lo si vuole calare concretamente nella realtà produttiva.

• Franco Cavazza, Ilsa: Processi di recupero per la produzione di fertilizzanti a base di proteine idrolizzate derivanti da sottoprodotti delle fasi di calcinaio e concia chromium-free

La ricerca mostra l’importanza di avere dati precisi a testimonianza delle buone proprietà organiche del pelo, specie in contenuto di azoto. Di qui si apre la sperimentazione per vedere di ottimizzare l’interazione tra queste proprietà e il terreno.

•Daniele Refosco, Acque del Chiampo: Concerie a ciclo completo: l’analisi LCA da qui al futuro

La ricerca sottolinea l’importanza di una politica ambientale basata su dati e sulla comunicazione fra l’ente gestore e il sistema delle imprese. La raccolta dei dati sull’utilizzo di acqua e prodotti chimici per le fasi di calce e concia traccia un fotografia dello stato attuale. I dati andranno a implementare un nuovo strumento di valutazione, LCA (Life Cycle Assessment), che va al di là del perimetro aziendale e considera la vita del prodotto dalla preproduzione fino al riciclo e dismissione finale. Una prospettiva dunque di ampio respiro, che consente l’analisi di scenari alternativi.

 

#greenleather2016: le innovazioni del progetto greenLife

L’appuntamento è il  15 dicembre, dalle 17 alle 19, presso l’Istituto Conciario G. Galilei di Arzignano. Dopo 19 mesi di sperimentazioni, si farà il punto sullele innovazioni di greenLIFE per il settore della concia in tema di sostenibilità ambientale ed economica. Si potrà seguire l’evento anche in  streaming con traduzione in lingua inglese al sito https://goo.gl/ssHnCx

 #greenleather2016 convegno IT post

 

Si può ridurre l’impatto ambientale dell’attività conciaria mantenendo competitivo il settore? L’Unione Europea attraverso il programma LIFE ha finanziato circa la metà del progetto greenLIFE, green Leather Industry for the Environment. Iniziato a giugno 2014, oggi greenLIFE, con i risultati ottenuti nei primi 19 mesi di sperimentazioni, guarda al futuro e con #greenleather2016 diffonde i risultati raggiunti in termini di diminuzione dell’impatto ambientale e di riutilizzo di residui di lavorazione a vantaggio di altre filiere industriali.

L’incontro si terrà il 15 dicembre nell’aula magna dell’Istituto tecnico superiore G. Galilei di Arzignano, dalle ore 17.00 alle 19.00, una scuola che da 50 anni fa da volano per il maggiore settore industriale del territorio, la concia. Le aziende sponsor del progetto sono Dani e Gruppo Mastrotto, Ikem, Ilsa e Acque del Chiampo.

Le innovazioni fino ad ora raggiunte grazie al progetto greenLIFE, riguardano una nuova tecnica di depilazione ossidativa oggi da portare su scala industriale, individuano possibili sbocchi verso altre filiere di proteine e cheratine recuperate da una avanzata gestione dei residui di lavorazione, presentano nuovi prodotti concianti naturali e ad alta efficacia, all’interno di un approccio di sistema che monitora il presente e anticipa il futuro, attraverso una analisi dell’intero ciclo di vita di prodotti e attività industriali.

La scienza, coniugata con impegno e capacità di guardare avanti in modo innovativo, per il fine comune di preservare le risorse naturali, contribuisce a migliorare l’efficienza ambientale del comparto conciario italiano che pesa per il 65 percento nella produzione europea di pelle conciata e per il 18 percento di quella mondiale.

 

 

Il Programma

Saluti istituzionali

Guido Zilli, Dani: Da greenLIFE a #greenleather2016

Mariano Mecenero, Dani: Portiamo su scala industriale una nuova tecnica di depilazione ossidativa

Giorgio Pozza, Gruppo Mastrotto: Sottoprodotti conciari ad alto valore aggiunto per impieghi in tecnologie biocompatibili e biosostenibili

Marco Colombina, Ikem: Nuovo conciante organico da fonti rinnovabili

Franco Cavazza, Ilsa: Processi di recupero per la produzione di fertilizzanti a base di proteine idrolizzate derivanti da sottoprodotti delle fasi di calcinaio e concia chromium-free

Daniele Refosco, Acque del Chiampo: Concerie a ciclo completo: l’analisi LCA da qui al futuro.

Conclusioni

 

Per il coinvolgimento degli operatori internazionali, l’evento sarà trasmesso in streaming con traduzione simultanea in lingua inglese, accedendo al sito https://goo.gl/ssHnCx.

Per registrarsi https://goo.gl/HVhwFC

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I profili social del progetto

https://twitter.com/greenLIFEproj

https://www.linkedin.com/company/greenlife-project

https://www.youtube.com/channel/UCv8i5gJMwBtnzOi_DDuCYoQ

http://www.slideshare.net/greenLIFEproject

Tomorrow’s leather. Today.

XXXIII IULTCS Congress –  24-27 novembre Novo Hamburgo, Brasile

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Si è svolto dal 24 al 27 novembre a Novo Hamburgo in Brasile il XXXIII IULTCS Congress (International Union of Leather Technologist and Chemist Societies).

L’evento rappresenta uno degli appuntamenti più importanti a livello mondiale per mostrare i progressi nei diversi processi di produzione, nuove tecnologie, nuovi prodotti chimici ecologici, processi che riducono al minimo il consumo di risorse naturali non rinnovabili, l’uso di energie pulite nella produzione del cuoio.

Durante i quattro giorni professionisti provenienti da 24 paesi, tra cui l’Italia, hanno presentato le loro ricerche.

Rilevante è stata la rappresentanza dal distretto vicentino della pelle.

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Ikem ha presentato lo sviluppo di un conciante sostenibile derivante dalla valorizzazione di sottoprodotti, come la vinaccia, trasformati in sostanze concianti competitive, atossiche e non inquinanti.

Corichem ha portato al Congresso una delle sue ultime innovazioni, cioè la sintesi e lo sviluppo di una nuova classe di ingrassi polimerici che si distingue per ottime proprietà ingrassanti, elevate fissazioni di cuoio e bassissimi fogging.

Fratelli Carlessi ha invece condotto con l’Università di Northampton uno studio per capire l’influenza delle condizioni di essicazione della pelle (temperatura, umidità, solecitazioni meccaniche…) al fine di individuare i parametri più sensibili del processo, controllarli scientificamente e ottenere pelli di qualità migliore, lavorazioni più riproducibili e benefici energetici.

Altro interessante studio italiano è stato quello di Federico Brugnoli, titolare di Spin 360, coadiuvato da ricercatori nazionali e internazionali. Brugnoli ha portato al Congresso uno studio su metodologie innovative di analisi del ciclo di vita della pelle per il calcolo della loro impronta ambientale.

Anche la Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli di Napoli ha partecipato al Congresso con quattro lavori: ”Il ruolo delle proprietà di superficie nella durabilità del comfort del cuoio”; “Il lato oscuro del cuoio: problematiche di rifinizione e proprietà dei pigmenti sensibili alla luce”; “Studio della biodegradazione di cuoio wet blue inoculato mediante diversi ceppi di specie di Cladosporium nei processi post concia”; “Carboon footprint di pelli leggere”.

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Stilisti francesi del settore moda e lusso in visita al distretto della pelle

Dalla Francia al distretto della pelle.

Una ventina di studentesse della scuola internazionale di marketing e management e creazione di moda Mod’Art International, all’interno di un programma formativo che comprende incontri con le più importanti realtà produttive e manageriali italiane della moda e del lusso, ha fatto visita al distretto della pelle per toccarne con mano la realtà produttiva.

L’iniziativa nasce dagli Uffici commerciali dell’Ambasciata di Francia in Italia – Ubifrance – settore moda e lusso – che sotto l’autorità del Ministero francese dell’Economia perseguono l’obiettivo di favorire gli scambi commerciali tra realtà imprenditoriali francesi e italiane, valorizzandone le complementarietà.

Durante la prima parte dell’incontro il presidente del Distretto della Pelle Paolo Gurisatti e Giacomo Zorzi, in rappresentanza di UNIC, hanno parlato delle tecniche di management che è necessario mettere in campo in sistemi economici complessi quali un distretto della pelle.

La giornata è poi proseguita nell’azienda Dani S.p.A. Qui Guido Zilli, responsabile sviluppo risorse umane e sostenibilità, ha fatto conoscere agli ospiti francesi la storia e il percorso in fatto di ricerca, sostenibilità ambientale e sociale di una delle eccellenze della green economy nazionale.

Osservare, invece, come si trasforma la pelle dalla materia prima al prodotto finito e cosa significhi la mobilitazione di un sottoprodotto sono state la chiave di lettura della visita vera e propria in conceria. Il gruppo ha girato per i vari reparti e assistito alle diverse fasi della lavorazione, dalla materia prima alla pelle conciata, alla pelle tinta e asciugata fino al magazzino della scelta finale. Grande impressione hanno suscitato la dimensione del ciclo produttivo e dei macchinari utilizzati, oltre alla bellezza e qualità del prodotto finale.

Innovazione e sostenibilità. Circular economy nel distretto della pelle

 

Lo scorso 19 ottobre nel padiglione Expo Venice Aquae di Venezia Marghera, si è svolto, promosso dall’Associazione Fare in Rete, un coinvolgente workshop che ha visto la presenza di addetti ai lavori dell’economia conciaria della zona Vicentina.

Promosso in concomitanza di Expo Milano, la location ha enfatizzato lo stretto rapporto che lega il distretto della pelle vicentino alla salvaguardia dell’ambiente, in particolar modo dell’acqua.

Elemento portante degli interventi di relatori ed auditori è stata la crescente importanza che sta suscitando il concetto di Circular Economy, sia come modello strategico di crescita sostenibile che come modello imprenditoriale di sviluppo.

In effetti il concetto di Circular Economy, oltre a fondersi con il concetto ormai acquisito di Green Economy, coinvolge un uso efficace delle risorse esistenti basandosi quindi sul valore di riciclo dei prodotti.

Ad aprire i lavori il dott. Giorgio Riondato, Presidente dell’Associazione Fare in Rete promotrice dell’evento, e Maurizio Maggioni, editore della rivista Tecnologie Conciarie e moderatore dei lavori, che si sono soffermati sull’idea che anima questo approccio fondato sulla tendenza, attraverso una consapevole progettazione dei prodotti, e con essi del proprio ciclo produttivo, a valorizzare il ciclo di vita dei prodotti immessi nei mercati il più a lungo possibile, eliminando o riducendo il concetto di rifiuto.

Sono seguiti i vari interventi. Il primo,  a cura di Pierluigi Braggion, Presidente di Corichem Srl di Sarego, è stato sullo sviluppo di  tecnologie meno impattanti a livello ambientale grazie alla riduzione di solfuri, solfati e cloruri con conseguenti minori riverberi sulla depurazione delle acque e una minor produzione di fanghi.

Dalla fase di lavorazione chimica si è passati poi a quella meccanica e tecnologica, dando il via all’esposizione di Gianni Maitan, Amministratore delegato di Gemata, che ha preso in considerazione la nuova generazione di macchine a rullo per la rifinizione di pelli intere per carrozzeria ed arredamento, in ottica di risparmio delle risorse.

Ha preso poi la parola Cecilia Fochesato, responsabile ambiente RSPP della conceria arzignanese Calbe Spa, di Rino Mastrotto Group, che ha argomentato la necessità di effettuare lavorazioni conciarie sostenibili rispettando le risorse, con un ciclo di lavorazione teso ad eliminare, o perlomeno ridurre significativamente, la presenza di solfuri e solfati nelle acque di scarico.

Da ultimo è intervenuto Fabio Agnolon, agronomo di Sicit 2000 Spa di Arzignano, sull’utilizzato in agricoltura dei biostimolatori ricavati da sottoprodotti di conceria.

Laa seconda parte della giornata è sttaa dedicata a una tavola rotonda, con Paolo Gurisatti, presidente del Distretto veneto della Pelle, Giuseppe Baiardo, del Direttivo Acrib – Associazione calzaturifici della riviera del Brenta, e Ernesto Pisoni, responsabile tecnico della Conceria Stefania di Turbigo situata nell’area milanese.

L’intervento di Gurisatti ha toccato i punti focali del sistema produttivo distrettuale, ponendo l’accento su fattori relativi alla Circular Economy che pongono al centro del sistema non solo beni e servizi, ma prodotti industriali e manifatturieri. In sintesi il principio di base dell’economia circolare che interessa il sistema pelle, secondo la visione di Gurisatti, è la possibilità, pressoché infinita, di rimettere in circuito il ‘già utilizzato’, cioè gestire e rinnovare le risorse esistenti a ciclo continuo, in definitiva una vera miniera inesauribile di risorse.

È intervenuto poi Baiardo che ha analizzato la tematica del workshop in un’ottica di sostenibilità e competitività dell’Italia nei confronti dei Paesi emergenti, specialmente per quanto riguarda i contenuti di sostanze non desiderate o bandite.

Ultimo contributo è stato dato da Pisoni, che ha voluto testimoniare la realtà di un ex polo conciario, qual è quello turbighese, che vede una decina di aziende conciarie che devono confrontarsi con una situazione di monitoraggio ambientale asfissiante e un appesantimento dei costi di produzione dato che non possono avvalersi di impianti centralizzati di trattamento dei reflui.

Una relazione dettagliata del workshop su Tviweb

Rapporto di Sostenibilità 2015

L’UNIC ha pubblicato il Rapporto di Sostenibilità 2015 in cui presenta  i risultati del settore in termini di risorse, emissioni, struttura organizzativa, aspetti sociali.

L’industria conciaria italiana è leader mondiale nella produzione di pelli non solo in termini di valore della produzione, internazionalizzazione, qualità, sviluppo tecnologico e stilistico, bensì anche per l’impegno profuso verso la sostenibilità del proprio prodotto. 

Il Rapporto annuale UNIC sulla sostenibilità dell’industria conciaria italiana attesta l’eccellenza delle concerie nazionali in tal senso e ne documenta i risultati, per il raggiungimento dei quali il settore nel suo complesso investe ingenti risorse ogni anno (dal 5 al 10% del proprio fatturato).

Rapporto di Sostenibilità 2015

Il Distretto della Pelle investe sulla formazione superiore

Le sfide future del mondo della concia passano necessariamente per la formazione e il Distretto della Pelle ha deciso di investire in questa direzione con un nuovo progetto. Si tratta della costituzione di un corso post-diploma, un ITS (Istituto Tecnico Superiore), all’interno del quale sia possibile formare tecnici di rifinizione ed esperti nella gestione sostenibile del processo conciario adeguati alle nuove esigenze delle imprese.

La notizia è che la Stazione Sperimentale ha approvato ieri un piano di attività per il 2015 che contiene risorse importanti per i distretti della pelle in Italia, Valle del Chiampo inclusa.

Il piano prevede – dice Paolo Gurisatti, presidente della Stazione Sperimentale e del Distretto della Pelle – oltre 200 mila Euro per ricerca e attività didattiche e un contributo altrettanto sostanzioso per il parco macchine del Galilei, al servizio degli studenti e dei docenti che vogliono sperimentare nuove tecniche di produzione. Dobbiamo ancora affinare le modalità operative dell’intervento, ma ci muoviamo nella prospettiva di una convenzione.”

La proposta di realizzazione di un ITS è parte integrante dell’accordo di programma che il Distretto intende proporre alla Regione, nell’ambito della nuova legge di sostegno ai distretti e alle filiere dell’innovazione.

La formula ITS – spiegano i referenti del gruppo Formazione del Distretto della Pelle Antonio Galiotto, Paolo De Marzi e Santo Mastrottoconsente di sviluppare anche in Italia la collaborazione tra industria e scuola, perché il regolamento regionale impone che almeno il 50% dei docenti siano tecnici con un contratto nell’industria. È il politecnico di cui abbiamo chiesto lo sviluppo al nuovo governo regionale. Quello che vogliamo realizzare è una struttura formativa permanente in grado di formare tecnici preparati a confrontarsi a livello mondiale e in grado di rispondere alle nuove esigenze produttive e ambientali”.

Le tappe di sviluppo del progetto prevedono una fase di analisi dei fabbisogni formativi e di definizione del profilo professionale dei tecnici più richiesti, per arrivare poi all’avvio dei corsi secondo il modello ITS entro settembre 2016.

L’Istituto Galilei e il Centro di Formazione Professionale della Pelle di Chiampo saranno partner dell’iniziativa e sono disponibili a diventare un laboratorio di nuove professionalità, in accordo con le imprese della zona.

Entro l’anno scolastico 2016/2017 – sostengono Carla VertuaniRoberto Peripoli (rispettivamente dirigente ITI Galilei e coordinatore del CFP di Chiampo) – vogliamo specializzare l’offerta formativa perfezionando il rapporto con l’industria e le associazioni tecniche con cui già collaboriamo, come l’AICC.”

La Regione Veneto dovrà dare la sua autorizzazione, ma si è già dichiarata disponibile a riconoscere lo sforzo compiuto finora.

Anche le associazioni di categoria aderenti al Distretto delle Pelle sostengono il progetto e auspicano che si concretizzi questa nuova opportunità di crescita per il territorio.

La Stazione Sperimentale incontra il Distretto della Pelle sui temi della depurazione

I ricercatori della Stazione Sperimentale per l’Industria della Pelle (SSIP) di Napoli sono stati in visita nella Valle del Chiampo per una serie di incontri con esperti vicentini e tecnici delle imprese coinvolte nella filiera del recupero degli scarti.

Quella della depurazione, nella prospettiva di un’industria “rifiuti zero”, è una delle linee di ricerca che la SSIP sta portando avanti, accanto a quelle sulle caratteristiche dei prodotti e dei processi “metal free”, sulla valorizzazione della pelle italiana, nei confronti dei prodotti di altri paesi e sullo sviluppo tecnologico della pelle come materiale utile a nuove applicazioni, ad esempio nel settore auto.

Gianluigi Calvanese (direttore tecnico SSIP), Daniela Caracciolo (responsabile analisi chimiche della sede di Napoli) e Tiziana Gambicorti (responsabile analisi chimiche della sede di Santa Croce sull’Arno) hanno incontrato Massimo Neresini (SICIT 2000), per discutere i problemi della trasformazione dei residui organici in prodotti per l’agricoltura e altri settori industriali, Edgardo Stefani e Marco Nogarole (Ikem) per discutere di linee guida REACH e dell’impatto dei prodotti chimici sui reflui al depuratore, Daniele Refosco e Mirco Zerlottin (Acque del Chiampo) per valutare le innovazioni possibili a livello di impianti di depurazione.

Nel corso della visita al distretto conciario la delegazione SSIP ha anche approfondito il tema delle prove chimiche, dei capitolati e delle strategie di investimento in laboratori di prova al servizio della filiera pelle. Con i dirigenti del laboratorio Ritex (Gruppo EcoChem), c’è stato un confronto sull’utilità di un percorso di scambio tra esperienze di controllo qualità nel settore tessile e in quello conciario.

“La visita di mercoledì 8 luglio – spiega il presidente del Distretto della Pelle e della SSIP Paolo Gurisatti – è servita a mettere a fuoco le attività di ricerca nel segmento della depurazione dell’acqua. Ne seguiranno altre focalizzate su altri temi di ricerca e in autunno sarà possibile organizzare un incontro sui risultati delle attività della SSIP, aperto alle aziende del distretto.

L’occasione, inoltre, è stata propizia per definire linee di investimento della SSIP sulla formazione di competenze tecniche nel settore pelle vicentino. Il prossimo 23 luglio, le Camere di Commercio di Vicenza, Pisa e Napoli dovrebbero dare il via libera agli interventi della SSIP sui territori”.

 

Visita in Sicit: l’amministratore delegato Massimo Neresini con Gianluigi Calvanese (direttore tecnico SSIP), Daniela Caracciolo (responsabile analisi chimiche della sede di Napoli) e Tiziana Gambicorti (responsabile analisi chimiche della sede di Santa Croce sull’Arno)

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Visita in Ritex: le ricercatrici con il direttore del laboratorio Carla Sperotto

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